martedì 12 gennaio 2010

Cogli l'ultima arancia.



Bossi :”Noi razzisti? Loro fanno fuori i cristiani”.Maroni :“combattere senza tentennamenti i clandestini”, Calderoli: «si è troppo buoni con gli immigrati».”Gelmini “tetto del 30 % di stranieri nelle classi italiane” (come cosa c'entra la Gelmini?)(ah ecco). Certo nulla di nuovo sotto la neve, ma leggendo queste fraterne e Garroniane parole qualcuno che si fosse svegliato improvvisamente da un coma, un film di Muccino o da un congresso del Pd si potrebbe chiedere cosa sia mai accaduto. Queste parole, soltanto parole, parole tra loro, il partito dell’amore, sono soltanto l’omaggio ultimo agli schiavi in quel di Rosarno.

Schiavi pagati la metà di una miseria per raccogliere le arance dei lauti pasti e delle parche mense di chi li odia. Schiavi sfruttati, schiavi umiliati, schiavi affamati, schiavi congelati e schiavi silenti.Silenti fino a quando, impallinati per gioco o per professione (e anche per passione),si sono riversati nelle strade, sfogando la rabbia di cui avevano diritto. Chiedendo di essere ascoltati.

Chiedendo di avere dignità. Chiedendo di non essere più animali.Ottenendo in cambio l’odio fino allora dormiente degli abitanti cui lavoro era stato rubato,le bastonate della criminalità che non esiste e non è mai esistita io non ho visto niente non ho sentito niente e se c’ero guardavo il tg4, i deliri omofobi del partito di Tolkien, gli editoriali Avatariani di Minzolini, l’indignazione di Fede, la menopausa della Santanchè.

La loro (degli schiavi) realtà reinventata nella realtà più rassicurante.La realtà per la gioia di grandi e piccini, rincuorati e rinfrancati che non era cambiato assolutamente nulla e che anzi, c’è una ragione di più poter continuare ad essere quel popolo che fa dell’ intolleranza, sopita per decenni, una virtude e ignorantia.Quel popolo che "io non sono razzista" e poi vomita la frustrazione sul primo disperato che coglie un'arancia per un miserrimo boccone.


Quel popolo che umilia e offende e poi ottiene le imposte scuse e l'obolo di Balotelli (come cosa c'entra Balotelli??) (ah ok), si antipatico, si insofferente,si fastidioso. Ma è un ridi pagliaccio all'infinita potenza che debba pagare dazio e chiedere perdono all'uomo che vietava le panchine, per la più limpida delle verità sulla sua città e per essersi semplicemente DIFESO.

Finisce così questa favola breve se ne va. Con gli schiavi fuggiti, chissà dove accolti, chissà come umiliati. Ma aspettate e un'altra ne avrete "C'era una volta" il cantastronzate dirà e un'altra schiavitù comincerà.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

non mi son sembrati così risoluti contro l'ndrangheta i rosarnesi negli ultimi 150 anni ROBA DA KU KLUX KLAN!!!

Anonimo ha detto...

mi sono fermata alla citazione di de andré. dici che devo continuare?

Mord ha detto...

Ma un provvedimento di espulsione per i leghisti no eh?

Anonimo ha detto...

L'italiano è senza memoria. E' gretto, ignorante, rozzo, egoista, privo di qualsivoglia senso civico. Sempre prontissimo a urlare "legalità!" quando un comportamento di chicchessia leda a proprio avviso la propria sfera di autonomia personale; altrettanto fulmineo nel rispondere con fonemi che invariabilmente iniziano o finiscono con "zzovuoi!" laddove egli adotti in prima persona analogo comportamento.

Più che un anti-cittadino, è un a-cittadino. Pretende senza dare, quasi sempre senza manco capire.

Così, è grottesco e indecente lo spettacolo dei rosarnesi che reclamano lo Stato, argomento di norma assai poco praticato da quelle parti, così come è patetica la falsa coscienza buonista di chi pensa che la dazione di una caraffa d'acqua o di un caffè siano sinonimo di accoglienza e addirittura integrazione.

Anonimo ha detto...

Ieri mattina si replicava una puntata de "La storia siamo noi" dedicata alla catastrofe di Marcinelle e, tramite essa, alla terrificante vita cui furono costretti i primi emigrati italiani in Belgio. Un Paese da due lire, il Belgio subito dopo la fine della guerra, con solo risorse minerarie; un Paese sconfitto e vessato dalle potenze vincitrici l'Italia, bisognoso di ricostruire tutto e senza alcuna materia prima. Emigrazione di massa dal Mezzogiorno poverissimo e dal Veneto della pellagra in cambio di carbone. Nessuno, però, sapeva che gli italiani assunti nelle miniere dovevano sottostare a un impegno di almeno cinque anni. Chi si fosse sottratto prima, anche solo un giorno prima rispetto alla scadenza del lustro, per claustrofobia, paura, inadeguatezza, sarebbe stato immediatamente trasferito in carcere fino all'esaurimento del termine. Il Belgio non aveva assunto lavoratori: si era appropriato della vita di operai, proprio come gli schiavi nei campi dell'Alabama.

Rai3 lo riproponeva in maniera forse demagogica, forse didattica. Scommetto che se l'avessero proiettato a Rosarno, tutti avrebbero detto che i belgi (non il governo belga del tempo: i Belgi, tutti) erano delle merde. E lì si sarebbero fermati. Qualsiasi parallelismo sarebbe stato persino incomprensibile.

Perchè parlo solo di gggente? Perchè è la gente quella che mi fa paura. I nostri vicini, i nostri colleghi, i nostri negozianti, quelli che sembrano delle brave persone, ma in realtà condividono questo orrore viscerale, questa autoreferenzialità crudele e oggettivamente irreale.

Di governi non parlo. Certo, è troppo facile prendersela con la classe politica più miserabile, analfabeta, mendace, crassamente immorale fino all'assoluta amoralità, cialtrona, delittuosa e criminogena che mai abbia avuto un Paese europeo dai tempi del Reich. A loro l'immonda responsabilità di avere scatenato gli intestini, gli animal spirits, la propensione all'anarchismo violento, l'egoismo sociale, la rozzezza insita negli italioti, tutte doti peraltro programmate e coltivate con la peggiore televisione del mondo e con un programma di "ignorantizzazione" complessiva che non ha precedenti. Ma queste viscere, questi animal spirits sono in noi, persino nelle anime belle.

Anonimo ha detto...

Legalità... Ma chi di noi, che giustamente disprezza gli sfruttatori agrari e spesso anche mafiosi della Piana di Gioia non preferirebbe farsi ristrutturare il bagno non dall'impresa che se la tira come manco Calatrava, spara un prezzo irreale e magari sottofattura, quando due romeni che lavorano come muli sono pronti all'indomani, finiscono in metà tempo e ti costano meno della metà? Chi di noi si sentirebbe responsabile e assimilabile a un proprietario di agrumeti?

Quanti ne conoscete, tra quelli che fanno i "moderati" (moderati dde che, ahò) che dicono meditabondi che "integrazione sì, purchè lavorino e paghino le tasse", e sono gli stessi che da sempre imboscano i tre quarti del loro reddito e anzi adesso teorizzano come loro diritto divino sfuggire da un fisco vessatorio. E da quando in qua tutta questa fuoriuscita di virtù civiche, questo sprizzo di senso collettivo, peraltro identico a quello che viene fuori da un brufolo quando lo si spreme?

La Democrazia Cristiana, Dio la fulmini se esiste, è stato il partito più privo di ideali che si sia mai visto prima di Forza Italia. Ma aveva una sola virtù, che chiaramente individuo ex post: era un immenso contenitore, dove dentro stavano vergini e puttane, santi e mafiosi, traditori coltivatori di strategie della tensione con favoreggiamento di bombaroli al servizio di trame atlantiche e sindacalisti cislini metalmeccanici così incazzati che al confronto le prime BR erano suorine di clausura. Un contenitore, appunto, una gigantesca spugna in grado di assorbire le pulsioni estreme, stemperandole e depotenziandole, e se ogni tanto ci scappava fuori qualcosa di civile nella paludosa azione di governo, tanto meglio.

Crepato per vetustà e decadimento il contenitore, i sorci sono scappati, e hanno trovato libero sfogo alla loro miseria umana, sulla quale, anzi, si è irrorata benzina a fiotti come su un incendio.

Anonimo ha detto...

In qualsiasi Paese normale - e non, beninteso, nel senso dalemiano - avremmo avuto un'alternativa chiara, limpida, persino parolaia ma chiaramente identificabile rispetto a questo naufragio della decenza, a questa quotidiana azione golpista nei confronti delle regole minime di convivenza civile, a questa che è in definitiva una inadeguatezza culturale senza fine, una incapacità assoluta di gestire con decoro le sfide della contemporaneità, che è il blocco antisociale di governo. Non solo non abbiamo un'alternativa, ma abbiamo il Nulla, il Nulla più inaudito, vigliacco e indisponente.

Le responsabilità di questa ignobile palude che si riconosce nella defunta Sinistra italiana sono colossali. Un esempio di tradimento culturale ed etico, di sordità, di fellonia come l'ultima volta si vide in Norvegia ai tempi di Vidkun Quisling, che infatti non finì benissimo, a differenza del suo baffuto emulo attuale che non pago di avere consegnato la Patria alle SS pretende di influenzare le candidature nello Hedmark o nel Vestfold.

In questo periodo mi torna alla Franceschini. Alberto, non Dario. Di quando raccontava della gioventù reggiana, del mito della Resistenza tradita, dei vecchi compagni partigiani che avevano nel fienile lo Sten o la Luger. Questo nei tardi anni '60. Oggi, contro questi bellimbusti che usano un'eredità di milioni di cittadini elettori come Cosa Loro, anche uno sputo sarebbe azione spropositata rispetto alla loro inutilità.

Quindi, teniamoci Rosarno. Teniamoci, dopo il pogrom popolare, la deportazione statale, un po' come la buona vecchia Gillette Bilama. Teniamoci quel lestofante culturale di Feltri che finge di titolare contro i calabresi e a favore dei "negri", ma solo perchè il calabrese può essere utile per giustificare il legaiolismo d'accatto, essendo i negri solo un incidente di pigmentazione. Teniamoci quei veneti, razzisti fin nel midollo, che si convincono di essere capolavoro di integrazione e assimilazione, mica come i terroni. Teniamoci un ministro dell'Interno che, di fronte allo scempio, dà la colpa all'eccessiva tolleranza nei confronti dell'immigrazione clandestina, cosa che - al netto di una legge che rende ontologicamente impossibile qualunque serio ingresso legittimo nel territorio dello Stato - equivale a dire, di fronte al linciaggio di uno stupratore, che finora siamo stati troppo tolleranti nei confronti delle minigonne. Teniamoci tutti i soggetti che su Facebook hanno dedicato uno spazio pari a 10 al caso Balotelli - ovviamente con posizioni che più lippianamente criptofasciste non si può - e uno spazio pari a 0,2 al pogrom calabro. E teniamoci, come se non bastasse, il Papa, l'unica voce, ipocrita quanto si vuole, che abbia detto pane al pane e vino al vino. Il che dimostra quanto siamo infantili come popolo.

Mi tornano in mente le parole dette da Gian Maria Volontè nel discorso di insediamento all'Ufficio Politico in "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto", quando chiosava con quell'aria viscidissima "il popolo è minorenne, la città è malata". Se qualcuno ricorda il seguito, diceva: "Ad altri spetta il compito di educare, di curare; a noi il dovere di reprimere. La repressione è il nostro vaccino. Repressione è civiltà!". Unica variante: oggi la repressione è stata sostituita dal rimbecillimento catodico. Amen.

Nandokan

Hekla ha detto...

Sono con te, e non potrebbe essere diversamente, anche se, in realtà, è continuamente e quasi totalmente "diversamente"...

Valentina ha detto...

sapessi Jonsi come odio il razzismo, come odio i mezzi cazzi che insultano i venditori per strada, che si incz se gli lavano i vetri, li deridono, non lo sopporto, ho attaccato briga con quei bastardi più di una volta profittando della mia condizione di fanciulla indifesa (ahhah) hai scritto un bellissimo pezzo, veram...ente commovente, sei molto bravo, hai estimatori più illustri di me, ma scrivi col cuore veramente, APPLAUSI!!!!!!

Capax ha detto...

Ovviamente fare i complimenti a Jonsi per questo pezzo è quanto meno doveroso... c'è poco da dire.

Volevo fare una considerazione però sulla questione. La cosa che più mi spaventa è questa pseudo normalità che circonda questi episodi, questi atteggiamenti, questi comportamenti che ultimamente sono sempre più frequenti.

Ovviamente la normalità non viene dal basso, purtroppo da sempre ascolto commenti imbecilli si stampo razzista, e ho avuto modo di assistere a episodi raccapriccianti di discriminazione (non solo razziale).

Sono proprio i mezzi di comunicazione, le dichiarazioni di certi politici (come hai elencato puntualmente ne post) alcuni articoli sui giornali, che in un certo senso giustificano tali episodi, quella "patente" di politically uncorrect, che seppur di facciata, faceva una sorta di filtro, verso queste situazioni, oggi è venuta a cadere. E quindi, c'è stata una sorta di "via libera" verso la discriminazione.

Anche il fatto stesso che io non resti più di tanto sorpreso da tali avvenimenti, ahimé è un campanello d'allarme.

Ad ogni modo, buon 2010 Jonsi, che questo sia un anno in cui tu possa "scrivere di più"(cit.)