martedì 22 novembre 2011

martedì 25 gennaio 2011

Stanislas si è fermato a Melbourne.



Era già tutto scritto. I tifosi di Federer erano già rassegnati e lo sconforto aveva lasciato il posto nei loro cuori alla consapevolezza di essersi arresi di fronte ad una stella di abbacinante, illuminate, rilucente, abbagliante e serico splendore. Non vi era una parola di speranza, prima dell’incontro, non vi era una sola voce diversa dal coro “Stanislas è in forma” “Questo Wawrinka fa paura” “ ha demolito Roddick, sta giocando un tennis maestoso”.

Non vi era uno solo spiraglio di ottimismo, financo nei parenti più stretti del buon Roger, dopo che Stanislas aveva incantato lasciando per strada gli scalpi eccellenti di Gabashvili, Dimitrov, Monfils e quindi, come già sopra scritto, l’inarrivabile Roddick.

Ma sarei ingrato e ingeneroso, se mi limitassi a questo stralcio di torneo, per ricalcarne le gesta, perché Stanislas non solo in questi giorni, ma anche quelli passati, così come i mesi e nella carriera intera, ha costellato un interminabile e sterminata sequela di successi mietuti e classe insegnata in ogni parte del globo. Ad appena 26 anni, (Nadal due anni più piccolo ha il misero e pingue bottino di 9 slam all’attivo) (Federer alla stessa età ne aveva lo schifo di soli 3 in più dello Spagnolo) ha messo le mani sul torneo di Chennai, di Casablanca e di Umago. E consta (?) di finali altrettanto prestigiose in Qatar e Gstaad.

Chi, dinnanzi a tale fenomeno, poteva immaginare il miracolo? Chi poteva anche solo sognare o immaginare di sognare o sognare di immaginare un tale indicibile prodigio da parte di Roger? Un Roger oramai tramontato, oramai sul bivio che porta al crepuscolo e alla polvere della soffita, oramai destinato a lasciare armi e bagagli e dedicarsi alle bambole mormorate dalle sue bambine.

Ma invece no, eccolo li, come una fenice risorta dalle ceneri della sicura sconfitta, dare una lezione al mondo intero e spazzare via l’incubo avversario con una prova degna degli Dei di questo sport. Con una prova che solo il ricordo riesumato del portento che fu, poteva annichilire. Il futuro è di Stanislas, ma un altro giorno e in un altro momento. Il presente è ancora Roger Federer.

martedì 4 gennaio 2011

Il carrozzone




Non avevamo smesso di sognare, lacrimanti di gioia e giubilo, per le campionesse del mondo e la loro indimenticabile e inarrivabile impresa che, quest’inizio del nuovo decennio, ci regala subito altri raggi di un sole che sta per sorgere per scaldarci i cuori, gli occhi e l’anima per il tempo a venire. Il sole dell’alba dei trionfi per i nostri colori e il tramonto dei oramai asettici, prescindibili, stantii, apatici e barbosi campioni di sempre, che nulla oramai ci dicono e nulla più ci diranno. (che bello iniziare un post non avendo assolutamente l’idea di quale sia l’argomento, sperando che venga l’illuminazione all’improvviso come un Bondi dinnanzi ad una poesia di Baudelaire).

Jonsi è ancora ubriaco?” si staranno chiedendo i due lettori del blog. Nulla di tutto questo. Perdetevi pure in puerili e primevi derisioni fini a se stesse, mentre germogliano i fiori, puntate il dito verso il Jonsi, mentre la luna dei trionfi splende lassù. Bolelli che perde miseramente con Phau? Fognini che allena Davidenko? Seppi che non approfitta delle turbe mentali di Kohlschreiber? No, troppo facile e scontato fare il sarcasmo che tutti voi attendete al varco.

E’ anche troppo facile spendere parole d’encomio e d’elogio per il trionfo delle coppia Starace/Schiavone nella (un attimo che vado su google che non ricordo come si chiami questa pagliacciata)(ah si ecco) Hopman Cup , trofeo ambito da ogni bimbo e bimba che inizia a tenere in mano la racchetta più grande di loro sognando di solcare i campi della celebrità (??). Trionfo contro l’Inghilterra di Murray (eppure ero sicuro fosse Scozzese una volta)(cosi come sono sempre stato sicuro che Scozzesi e Inglesi solitamente si detestano e odiano ) (ma l’amore vince sempre sull’odio)(e quindi perché far della polemica invece che esultare di gioia e basta)(anche perchè se la Gazzetta dello Sport sapesse la differenza tra Gran Bretagna e Inghilterra, non ci sarebbe stato nemmeno motivo di aprire tutte queste parentesi). Troppo facile quanto immeritate da sprecare in questi lidi dove regna la derisione gratuita, immotivata e offensiva.

Immeritate per tutti quelli che “la Schiavone è una rondine che non fa primavera”” diversamente Camoranesi”” non vincerà più nulla” e poi salgano sul carrozzone che va avanti da sé, con le regine, i suoi fanti, i suoi re. Immeritate per tutti quelli che “il tennis Italiano è di un livello imbarazzante” “non ci sarebbe un Italiano nei dieci nemmeno se un’epidemia di colera sterminasse i primi 100”. Ridete lettori, ridete lettori per scaramanzia. Così Jonsi va via.

venerdì 17 dicembre 2010

Vergogna!! vigliacco!!


Quanto siete belli o voi che vi piccate indignati, disgustati e moralisti, quanto siete empi e tronfi di voi stessi, o voi che puntate e guardate il vostro il dito sulle violenze di Roma, sulle violenze di ogni luogo, sulle violenze di tutti i luoghi di rabbia e di speranze andate a Ministre. Siete così sicuri che al di fuori del vostro orticello, col vostro annaffiatoio verde di plastica e le finte piante cinesi di gomma,che lontani del vostro sicuro e rassicurante focolare, che senza la vostra stanghetta degli occhiali di linus da succhiare per darvi un tono, non alzereste un dito, una pargoletta mano, se esasperati, se esacerbati e se disperati?

Siete tutti ma proprio tutti peace and love a prescindere?Tutti portatori (?) dell'altra guancia? La violenza non si giustifica,va condannata, i treni con lui arrivavano i orario (soprattutto in Polonia), moglie e buoi dei paesi tuoi, dai dementi non nasce niente dalle bombe nascono i fior (e i loro figli, venuti al mondo come conigli). Non e' tempo per voi e forse non lo sara' mai , ma un bel giorno svegliati dal disco che fa click e la favola che va tutto bene se ne va, passerete anche voi di qua, di fronte a situazioni in cui si ha poche altre scelte, o se ne ha soltanto una. Per poi trovarvi una mattina con la foto sul Giornale in quell'ultima vetrina con la voglia di gridare ad annozero "vergogna!""vigliacco!".

lunedì 13 dicembre 2010

La tv che ho in mente



Sono tornato, dopo il mio lungo esilio, incatenato e imbavagliato in un ameno scantinato da delle ultras delle Williams, dopo il mio ultimo pezzo parco di amore e riverenza verso le sorelle clava, sono riuscito a liberarmi e quindi ritrovare le forze per essere qui tra di voi, ancora una volta e per tutte le volte che verranno (?). Quale migliore occasione quindi per poter celebrare l’evento storico che ha portato finalmente nel nostro paese la possibilità di poter amare il nostro sport liberamente senza catene come un falco non più a metà? Si , mi riferisco proprio a Supertennis, la wikileaks delle tv, voluta contro tutto e contro tutti, per la gioia di tutti noi dal diversamente Assange, Angelo Binaghi.

Sembravano oramai lontani i tempi fausti di TeleCapodistria , che ci regalavano i più grandi tornei senza dover accendere un mutuo, tornei che ci hanno fatto crescere, scoprire il Tennis, amare i più grandi campioni. Tempi fausti poi divenuti nefasti, con tele più uno poi divenuto tele più nero poi (dopo le proteste degli spettatori leghisti) divenuto Sky e poi divenuto Sky solo calcio e del tennis, Wimbledon a parte, non ce ne può fregar di meno. Tempi sciagurati che ci hanno costretti un po’ tutti a cercare improbabili streaming da videocitofoni per poter continuare ad amare e osannare i nostri campioni, ovviamente cambiati nel tempo, con nostra somma tristezza. (plurale maiestatis).

Ma ora qualcosa è cambiato, e poco importano le varie critiche che voi mistificatori fate piovere a ogni point spinto (questa è per palati prelibati) , critiche ingenerose sulla qualità video di una tv abusiva uzbeka, della grafica partorita da un commodore 64 infestato di virus, sull’oscuramento un gioco si e l’altro pure del segnale durante la finale di Coppa Davis, del passaggio al digitale terrestre difficoltoso come la serie di Fibonacci a memoria dopo cinque pinte di birra, delle telecronache del figlio di Galeazzi (si, del figlio di Galeazzi) e di Galimberti coinvolgenti e competenti come quelle di Del Debbio se commentasse il Golf.

Questo è solo gossip. Forza Supertennis, per un nuovo miracolo italiano.


mercoledì 1 dicembre 2010

Pensavo fosse inguardabile invece ero leghista




Prendo spunto da un recente articolo del Guardian che taccia di razzismo latente (?) la stampa americana. Non avendo mai visto di buon occhio le sorelle Williams i giornalisti d’oltreoceano avrebbero accolto con entusiasmo, mortaretti, champagne, banane e lamponi l’ascesa della Wozniacki al primo posto della classifica della Wta. Perchè? Semplice! La danese è giovane, bianca, bionda, bellina col suo sguardo garbato di chi non conosce i Beatles. Le Williams invece con fattezze, movenze e semovenze che non hanno mai, non fanno e non faranno mai pensare a cene a lume di candela.

“E quindi?” si staranno chiedendo i due o tre lettori di questo blog, in attesa ancora di qualche riga che spieghi l’inutile e noioso preambolo. E quindi. Le Williams, a miei occhi, sono sempre state inguardabili. Racchetta usata come badile per saettare (?) al di là della rete avversaria, servizi a 200 km/h, grazia nei movimenti di un cormorano agonizzante e una particolare predisposizione a l’elargizione di amore e simpatia verso il pubblico, verso i giudici di sedia e di linea e verso le avversarie

A questo punto chi ha preso spunto dall’articolo del Guardian potrebbe prendere spunto dal mio spunto di chi ha preso spunto da quell’articolo per tacciarmi di “razzismo”. Perché oltre a tutto quello di cui sopra, le Williams sono anche nere (ma va?). E quindi un qualsiasi giudizio negativo parte, dal presupposto razzista a sua volta dell’interlocutore, da un latente e mal celato sentore, appunto, razzista.

Quando è semplicemente solo una questione di sensazioni e di emozioni. Che il tennis femminile ha smesso di dare da anni. Da quando il tennis femminile non è più tennis e non è nemmeno più femminile. Da quando sono tramontate la Graf, la Seles, la Sabatini, la Novotna lasciandoci in una landa desolata di shampiste, pin up, di urla belluine e roncolate. E qualsiasi giocatrice si trovi in testa, l’inguardabile Wozniacki o le sorelle badile, rimane sempre quella sensazione come di assorbimento. Di ogni emozione.

martedì 19 ottobre 2010

Pago per le mie porchette




Ultima ora. Il celeberrimo telecronista sportivo, non che grandissimo conoscitore del nostro amato sport, Bisteccone, detto “Giampiero Galeazzi”, ieri a notte fonda è stato vittima di un terribile episodio di criminalità. Verso mezzanotte dopo l’ennesima giornata passata nella mensa Rai, il giornalista è entrato nell’androne del suo palazzo accompagnato dalla scorta, come accade oramai da 30 anni.Ma questa volta qualcosa è cambiato. Dopo aver preso il montacarichi per raggiungere il piano ammezzato dov’è sito (?) il suo appartamento, Bisteccone saluta John (l’uomo della scorta) ed entra in casa. E’ a questo punto che inizia l’incubo. Nemmeno il tempo di posare il panino con l’abbacchio e le chiavi sul comodino che un boato fa tremare i vetri e le mura. “all’inizio pensavo fosse caduta la mortazza che tengo sul comodino, ma quando John è venuto a bussare alla porta e pallido in volto mi ha spiegato il tutto ho capito cos’era accaduto, cos’avevo rischiato. Io e la mia famiglia”.

Secondo una prima ricostruzione fatta a Grissom, cui vengono affidate le indagini, l’eroico John, dopo aver salutato il Nostro, si è imbattuto nelle scale (“non ho preso il montacarichi perchè stavo avevo deciso di fumarmi del Napalm”) in un uomo armato di pizze d’asporto appostato poco lontano dall’appartamento dove Giampiero era appena entrato. A tarda notte, al momento in cui scrivo queste righe, ovviamente la dinamica è ancora tutta da chiarire ma, dalla testimonianza di John, sembra certo che l’uomo che attendeva il giornalista Rai indossasse una divisa da cameriere. Insospettitosi per il suo atteggiamento john, puntandogli il mitra d’ordinanza, gli ha intimato di fermarsi.È a questo punto che, vistosi scoperto, mentre si dava alla fuga il criminale ha scagliato la prosciutto e funghi in direzione dell’agente della scorta. Il quale ancora con un certo languorino, volendo assaggiare la pizza ancora fumante sparpagliata sulle scale, scopre quello che poteva portare a conseguenze inenarrabili e non ci pensa due volte a rispondere al fuoco crivellando di colpi il vicino di casa che rientrava con il cane,il cane, la vecchietta del piano di sopra uscita nel frattempo nell’androne per il frastuono e il garzone del camioncino fuori dallo stabile, mentres serviva l’ultima salamella della giornata. Con l’attentatore purtroppo già dileguatosi nell’ombra.

Si cerca ora di ricostruirne un indentikit per iniziare poi la caccia all’uomo, sicuri che Grissom e i suoi uomini riusciranno a a venirne a capo.“se avesse suonato il campanello, con la divisa del cameriere, avrei certamente aperto e quella prosciutto e funghi l’avrei pure mangiata. Accorgendomi troppo tardi della mancanza della peperonata che da sempre faccio mettere sulle pizze che ordino. Pago per le mie porchette”.

Si attendono sviluppi dei quali vi renderemo partecipi nei prossimi giorni. Per ora possiamo solo abbracciare Bisteccone e la sua famiglia e dirci felici che sia finito tutto bene.

venerdì 1 ottobre 2010

Se questo è un uomo

Vi era un tempo in cui il Tennis era ancora il Tennis. Un tempo in cui non c’erano ancora i Fognini, i Seppi, i Bolelli e i Starace, talenti indicibili arrivati e sbocciati solo qualche lustro dopo, un tempo (è già la terza volta che lo scrivo, se volete suggerirmi un sinonimo potete pure rispondermi qui sotto) in cui ogni ragazzino o ragazzina non aveva che l’imbarazzo della scelta su quale campione scegliere da tifare e immedesimarsi. Chi la freddezza emozionante di Edberg, chi i polsini sudati di Lendl, chi i vestitini colorati di Agassi e chi, venendo a me, la psicopatia e l’eleganza pachidermica di Bum Bum Becker. Passano gli anni e 10 son lunghi. Di alcuni campioni si sono perse le tracce, altri son diventati scrittori, altri ancora si sono dati alle telecronache, altri al bricolage.

Tutti hanno fatto una dignitosa fine insomma. Tutti, con poche eccezioni. Poche eccezioni tra le quali lui, quel che resta, di lui. Il biondino tendente al rosso (o il rosso tendente al biondino) che si tuffava su qualsiasi campo, luogo e lago per trafiggere l’avversario. Lo sgraziato pachiderma che non sapeva star lontano dalla rete e con un tocco impensabile. L’insofferente psicopatico che monologava ore e ore a bordo campo con se stesso cercando un perchè dei propri drammi. Il coraggioso controcorrente che aveva sposato una ragazza di colore in un paese non proprio amorevole nei confronti del diversamente tedesco. Ho sospirato più volte leggendo dei suoi divorzi, dei suoi figli sparsi come un Cristiano Ronaldo qualsiasi, le sue valigie sul letto quelle dei lunghi viaggi, per gli agghiaccianti spot per i tornei di Poker (un po’come vedere Tyson pubblicizzare i tornei di Trivial). Ma l’ultima goccia che ha fatto traboccare la pinta del mio sconforto è stata la sua immagine, gonfio come un otre, seduto in quell’Ocktober fest che non pensava che a scolarsi il decimo litro di Birra. Un immagine triste, più di una smorzata di Seppi, più di 10 grandi slam di fila di Nadal, più di “siamo una squadra fortissimi” dopo aver perso due singolari in due ore facendo poco più che 10 games, più di prima, come prima ti amerò, bum bum.

venerdì 17 settembre 2010

Un raggio di sole.


Che la Wta avesse smesso di avere a che fare con il Tennis e con il Tennis femminile lo si poteva confutare (?) da anni. Il dominio delle sorelle Serena e Venus, quattro braccia strappate all’Atp, a colpi di badilate aveva tolto quel surplus (?) di classe, di grazia e di eleganza che invitava anche al pubblico maschile, di solito sessita e razzista in questo senso (e non scuotete la testa dicendo di no) a sedersi in poltrona per seguirne gli incontri. E aspettando che una qualche ventata lenisse queste mannaie travestite da racchetta ( o viceversa fate voi) era nel frattempo arrivata quella sbagliata (di ventata): una serie infinita di cloni ( o clone?) urlatrici dall’est, meravigliosamente graziose per le copertine, le camerette o i camion, ma inutilmente irritanti , tra mossette, moine, cosce e zanzare e la monotonia del loro gioco.

E in questo cielo grigio e infausto quelle sparute (?) rondini che non hanno mai fatto primavera, Maria Jose Martinez Sanchez , Romina Oprandi, Alexandr Dolgopolov a regalarci squarci di classe e poesia. Squarci tarpati e offuscati dal fisico e dalla mente labile che quasi sempre flagella la follia del talento. (?).

Per questo, (m’ero perso sul motivo di questo preambolo) (ma mi sono ritrovato) vorrei ringraziare di cuore ( e dovreste farlo anche voi) Kim Clijsters, tornata da poco più di un anno, in ciabatte, vestaglia e una bimba cui far fare il ruttino ogni giorno. E di dimostrare , vincendo nel frattempo due Slam, di quanto fosse inequivocabilmente basso il livello della concorrenza. Non per sminunire la portata delle sue vittorie, altresì per ridimensionare un dominio dei muscoli sul talento. Che può piacere, può entusiasmare non ne dubito (c’è chi trova entusiasmante Cuck Norris) ma che aveva forse inesorabilmente rotto i coglioni (un francesismo me lo concederete ogni tanto).

martedì 14 settembre 2010

La solitudine dei numeri Spagnoli.






Vogliamo parlare della solitudine dei numeri? Vogliamo sciorinare le noiose pagine dei record?Vogliamo snocciolare sterili statistiche? Dopo il trionfo di Nadal agli Us Open (che è stato facile definire "annunciato" dopo la dipartita del Re) si, lo vogliamo.Lo Spagnolo alla tenerissima età di 24 anni e spicci, ha messo in tasca 9 slam e 2 finali.Alla stessa tenerissima, cucciolosa (per le lettrici femmine) età il Messia ne aveva collezionati 6. Che piaccia o meno, (propenderei (?) per il meno) considerando che il tramonto dell'Innarivabile è oramai cosa certa (e la rondine degli Australian Open è oramai stata abbattuta) lo Spagnolo è destinato a diventare il più forte di tutti i tempi. No, aspettate. Ora non mi potete tirar fuori la classe, l'eleganza, la grazia, il dritto, il rovescio. No.NO. Stiamo parlando di titoli. Di classifiche. Di quei noiosissimi confronti con i mostri sacri del passato. Se valevano per l'Immenso allora, devono valere per Rafael adesso. Quattro, cinque anni a grandi livelli ancora lo attendono.

Considerando (l'ho già usato ma a quest'ora non mi viene un sinonimo aduso (?) ) l'impalpabilità di Murray, l'assenza preventivabile del Vate, l'inconsistenza mentale e fisica tipica dei cormorani dei vari Roddick e Del Potro, la discontinuità di Djokovic (al quale va il plauso per lo splendido match con il Supremo)(match che avrebbe perso umiliato se l'Iridescente non fosse oramai l'ombra di se stesso) si riscriveranno tutte le pagine di questo sport (il Tennis per chi ancora non sapesse di cosa sto parlando).Per la gioia, il pianto, il delirio, le bambole vodoo, lo sconforto, l'onanismo, il delitto e il castigo di tutti i tifosi. E forse, forse, chi si lamentava della dittatura Elvetica deve seriamente preoccuparsi dell'inizio di quella Spagnola.Rimpiagendo ancora i tempi che furono,quando a Wimbledon era tutta campagna.

lunedì 6 settembre 2010

Quesito con la Susy.



Un grandissimo leader e politico. Un impunito sotto attacco che facendosi leggi ad personam con il dottor stranamore, leggi che danneggiano la società, ha il diritto di governare senza che vi sia l'interferenza di segmenti iperpoliticizzati della magistratura che vogliono metterlo in fuorigioco.


Un dittatore circondato da dei paranoici razzisti, uomini concreti che credono in mondi immaginari e che capiscono gli umori della gente. Un leader di un governo che ha fatto tanto per gli Italiani, disastri per la scuola, per l'occupazione, per l'economia. Che nei cinque punti non ha messo nulla per far ripartire l’economia e renderla competitiva.


Un leader di un grande partito nazionale, un grande partito occidentale.Il Pdl non c'è più. Con valori di riferimento precisi: libertà, rispetto e dignità della persona umana. E non ci faremo intimidire dalle sue campagne paranoiche e patetiche. Paranoiche perché indecenti, e patetiche perché non si rendono conto del disprezzo che gli sta montando attorno.

Un partito che ha aperto orizzonti di grandi speranze,una fucina di idee, un polmone che respira e dà ossigeno all’intera nazione.Un partito di sudditi derubricato a contorno del leader, dove i distinguo sono lesa maestà .

Gli siamo tutti grati. C’è un’Italia preoccupata. Gli italiani sono stanchi di questa perenne campagna elettorale che non finisce mai, di questo trionfo della propaganda, di questa ordalia quotidiana.E allora, in nome di un centrodestra autenticamente liberale, nazionale, riformatore, sociale, europeo, avanti con Futuro e libertà per l’Italia.

Sono sicuro che non se la prenderà.

Lo dico senza ironia.


venerdì 3 settembre 2010

Mi ritorno in mente.



"Il posto fisso non è tutto, cercate Dio". Chi può aver proferito tale inarrivabile, lisergica e esilarante stronzata? Un imprenditore sull’orlo della bancarotta strafatto di vinavil? Bondi intervenuto a placare gli animi ad una contestazione di disoccupati? (già i disoccupati)(“il governo del fare” immerso nelle solite triviali faccende li ha a cuore, come Rosy Bindi ha a cuore il contributo statale per il piercing ai capezzoli alle dodicenni indigenti).(?).

No, molto più deprimente la risposta. A proferir tal patetico verbo è il diversamente Puff Daddy di Piazza San Pietro (anelli e catenine che sfamerebbero il Belize che con quello che avanza sfamerebbe il Congo), il di buffo vestito dall’alto delle sue babbucce di Prada, la fumata di crack che dal 19 aprile 2005 ha reso un posto peggiore questo nostro paese.

Quale sarebbe la notizia direte voi (ammesso che ci siate ancora, visti i miei tempi biblici). Nessuna, l’indolenza di Safin è uscita dal mio corpo e non sapevo da dove cazzo ricominciare.

Con l’ilare sconfitta di Seppi agli Open Usa? Con Tila Tequila presa a sassate facendole solo due graffi? Con l’idea geniale dei testimoni di Bersani di bussare alle porte di ogni Italiano ? (ecco, sono al punto di non ritorno)( sto cercando di chiudere questo pezzo con la stessa dimestichezza che avrebbe Edward Mani di Forbice chiuso in bagno).

Ecco, ora che ci penso l’acquisto negli ultimi istanti di calcio mercato di Rinaudo da parte della Juventus poteva farmi riversare fiumi di tasti. Ma finisce così, questo intervento breve se ne va.Il mouse fa click e questa idiozia invierà. Ma aspettate e un altro ne avrete. Era meglio morire da piccoli il criminoso dirà e un altro scritto (?) comincerà.

martedì 2 febbraio 2010

La solitudine dei numeri Federasti.




Faccio pubblica (per quei quattro cani, due porci, il topo e l'elefante che mi leggono) ammenda, per esser giunto financo a Martedì senza proferir verbo sul primo Slam della stagione. Ma solo da pochi minuti mi son destato dal sonno profondo nel quale ero dolcemente naufragato cullato dal mare di noia di quel di Melbourne. (rileggo un attimo che cazzo ho scritto)(ecco, ora posso continuare).

Ero rimasto al 63 64 , faticato dall'abbacinante come Galeazzi faticherebbe a divorarsi un'amatriciana, con un Murray reattivo come De Niro prima che arrivasse Robin Williams e l'altro (il campione, la summa della bellezza, il Michelangelo della racchetta, la tavola della legge del tennis (?))a limitarsi ad una noiosa imitazione di un istruttore di tennis, evincendo sol'ora d'essermi perso la scenetta finale della concessa illusione della rimonta, chiaramente restituita al mittente per troppo rispetto, devozione e amore verso colui che ha inventato il tennis.

Si potrebbe aprire o continuare con il capitolo tristissimo dei record, delle vittorie, delle classifiche di tutti i tempi, dei giri veloci (questa è sottile) senza alcun avversario al di la della siepe. Si potrebbe aprirlo o continuarlo. Ma anche no.

Tutto il resto? Troppo facile parafrasare, ma si fatica a memoria di Federasta a ricordarsi uno slam più deprimente e meno entusiasmante. Tutto o quasi già scritto in partenza. La solita risibile ecatombe Italiaca che verrà riscattata agli occhi degli Italianisti di professione con i secondi turni ai challenger di Voghera e Pantelleria, il solito patetico siparietto dei talenti suicidi (Petzschner e Gasquet sempre più Leopardiani nella loro poetica idiozia), la solita pantomima di Djokovic, giustamente deriso in mondovisione da Tsonga nell'intervista nel dopo partita per poi farsi irridere a sua volta (Tosnga) nel match sucessivo contro Il Tennis. (ma che ve lo dico a fare.).La triste consapevolezza che l'unico vaccino a questa solitudine dei numeri svizzeri è oramai perso nel suo fisico dolente e deperito.

Trovare qualcosa da salvare e un senso a questo torneo anche se un senso non ce l'ha? L'exploit del sempre ingiustamente sottovalutato idolo della Binetti, la finale raggiunta dalla Henin,che dimostra ulteriormente come nel desolante livello della Wta basta anche una ex tennista ritiratasi da anni per impartire lezioni alle schampiste urlanti dell'est. Ma aspettarsi che la sorella badile perdesse due finali di seguito con due ex tornate in auge (?) era in effetti troppo anche per Ivana Vaccari. E per concludere il punto più alto del torneo, quello che più ha commosso tutti noi. Primo gioco, primo punto del torneo, prima palla servita da Io Sono Leggenda. Il giudice chiama l'Out, Lui l' Hawk eye. Applausi.

lunedì 18 gennaio 2010

Pregherò per te




Troppo spesso mi sono inalberato e ho lanciato strali verso il ciarpame televisivo che ammorba le nostre menti rendendole succubi e aduse al solo annuire passivamente, ma questa volta non ho potuto che alzarmi in piedi e plaudire, stracciandomi le vesti di fronte a questa creazione ( seconda forse solo alla scoperta della penicillina) e ringraziare il fato di avermi fatto resistere tra un insulso spot di assorbenti volanti e idioti che disegnano cerchi nel deserto facendomi quindi assistere a tutto questo .

Era ora, che qualcuno pensasse seriamente a migliorare la vita dei nostri sempre più dimenticati e abbandonati anziani.Dimenticati ,quando va bene, davanti alla Tv, mentre tutto scorre, a sorridere gaudenti senza rendersene conto (di essere gaudenti) (e che tutto scorre). E abbandonati, quando va male, e spediti in una casa di riposo dai figli troppo impegnati tra week end in montagna e pilates in palestra per poter perdere tempo per i quasi estinti.

Era ora che dopo tutta la loro sofferenza, queste persone relegate dalla società dopo un lavoro di vita (?), a dover sopravvivere con 500 euro al mese, queste persone dimenticate dagli esseri che hanno creato,cresciuto, istruito e sfamato, queste persone costrette alla derisione per l’elemosina elargita con una simpatica tesserina dal governo del fare,queste persone finalmente ritornassero in vita.

Ora questi occhi spenti dalla luce vitale, questi cuori cui battito vi è solo per inerzia ma che vorrebbero suonarne ogni volta l’ultimo per il peso del sucessivo, ritroveranno un motivo, una ragione di più, la forza della vita che li trascinerà con se. E tutto questo grazie alla Prex. che ora ha trovato finalmente spazio sui canili Mediaset e chissà forse su quelli Rai, innondando come manna dal cielo di felicità i nostri cari.


“Pensa a tua madre e tua nonna che si ritrova tutto il giorno da sola in casa mentre tu sei presa da tutte le tue attività si sentirebbe meno sola con la voce amica del rosario digitale prex”

“il rosario digitale e' l'amico ideale inseparabile l'amico che pregherà assieme a te la vergine Maria”.


Parole che avrebbe voluto scrivere De Andrè, parole con le quali concludo questo mio scritto, con il lascito delle lacrime che scendono sul mio viso, rendendolo disadorno.

martedì 12 gennaio 2010

Cogli l'ultima arancia.



Bossi :”Noi razzisti? Loro fanno fuori i cristiani”.Maroni :“combattere senza tentennamenti i clandestini”, Calderoli: «si è troppo buoni con gli immigrati».”Gelmini “tetto del 30 % di stranieri nelle classi italiane” (come cosa c'entra la Gelmini?)(ah ecco). Certo nulla di nuovo sotto la neve, ma leggendo queste fraterne e Garroniane parole qualcuno che si fosse svegliato improvvisamente da un coma, un film di Muccino o da un congresso del Pd si potrebbe chiedere cosa sia mai accaduto. Queste parole, soltanto parole, parole tra loro, il partito dell’amore, sono soltanto l’omaggio ultimo agli schiavi in quel di Rosarno.

Schiavi pagati la metà di una miseria per raccogliere le arance dei lauti pasti e delle parche mense di chi li odia. Schiavi sfruttati, schiavi umiliati, schiavi affamati, schiavi congelati e schiavi silenti.Silenti fino a quando, impallinati per gioco o per professione (e anche per passione),si sono riversati nelle strade, sfogando la rabbia di cui avevano diritto. Chiedendo di essere ascoltati.

Chiedendo di avere dignità. Chiedendo di non essere più animali.Ottenendo in cambio l’odio fino allora dormiente degli abitanti cui lavoro era stato rubato,le bastonate della criminalità che non esiste e non è mai esistita io non ho visto niente non ho sentito niente e se c’ero guardavo il tg4, i deliri omofobi del partito di Tolkien, gli editoriali Avatariani di Minzolini, l’indignazione di Fede, la menopausa della Santanchè.

La loro (degli schiavi) realtà reinventata nella realtà più rassicurante.La realtà per la gioia di grandi e piccini, rincuorati e rinfrancati che non era cambiato assolutamente nulla e che anzi, c’è una ragione di più poter continuare ad essere quel popolo che fa dell’ intolleranza, sopita per decenni, una virtude e ignorantia.Quel popolo che "io non sono razzista" e poi vomita la frustrazione sul primo disperato che coglie un'arancia per un miserrimo boccone.


Quel popolo che umilia e offende e poi ottiene le imposte scuse e l'obolo di Balotelli (come cosa c'entra Balotelli??) (ah ok), si antipatico, si insofferente,si fastidioso. Ma è un ridi pagliaccio all'infinita potenza che debba pagare dazio e chiedere perdono all'uomo che vietava le panchine, per la più limpida delle verità sulla sua città e per essersi semplicemente DIFESO.

Finisce così questa favola breve se ne va. Con gli schiavi fuggiti, chissà dove accolti, chissà come umiliati. Ma aspettate e un'altra ne avrete "C'era una volta" il cantastronzate dirà e un'altra schiavitù comincerà.

venerdì 25 dicembre 2009

A natale puoi.(cit.)


"Il messaggio di pace e di fraternità di Cristo, che dovrebbe regnare tra gli uomini, purtroppo viene dimenticato quando alla forza delle idee si risponde con la violenza verbale o financo fisica." Ho pensato e ripensato a queste parole, mentre impacchettavo i duomini da donare a Natale.E pensando e ripensando, financo al mio passato bolscevico, all'odio fomentato, a quanto fosse la mia stessa mano ad aver scagliato assieme a migliaia di altre quest'arma contrundente intrisa e accuminata d'odio, assieme alle migliaia di altre armi ad orologeria disseminate sull'acqua del cammino dell'uomo che sussurrava ai cavalli di Mangano,(poi qualcuno mi spiegherà che cazzo ho scritto?)(grazie fin da ora) ho evinto che da ora in poi scriverò solo per amore. L'amore che vince sull'odio, l'amore quello vero, l'amore è una cosa meravigliosa, l'amore sopra ogni cosa, l'amore cinquanta la bocca un ministero. Buon Natale a tutti.

lunedì 7 settembre 2009

Liberi liberi. (cit.)


Ritorno in questi lidi dopo quasi un mese. Ma è un atto dovuto. Non riesco a tener dentro di me un profondo e sentito grazie.

Si può essere depressi, sull'orlo di una crisi di nervi o del suicidio.Si può aver perso il lavoro perché la tua ditta si è trasferita in Belize e non avere nemmeno l'ottimismo di comprarsi un divano di Prada a rate.Si puor aver la casa disintegrata da un terremoto ed essere sistemati in una comoda casetta in lego con il Wa(l)ter in comune con 1000 persone. Si può essere extracomunitari ,vedersi il barcone affondato perché loro ce l'hanno duro. Si può essere extracomunitari già sbarcati da tempo ed essere buttati fuori dall'italia perchè la famiglia Rossi, dei quali figli pulisci il culo, non vuole metterti in regola. Si può essere diversamente etero ed essere presi a sprangate mentre si guarda negli occhi la propria metà da quelli che "la famiglia è sacra ma in fondo che male c'è tutti voi vorreste essere come lui". Si può essere direttori di un quotidiano ubbidiente e servile e alla prima timida alzata di mano essere sputtanati con una rabbia che nemmeno un cane posseduto da Sgarbi (viceversa no, amo troppo gli animali).Si può essere tifosi di Seppi e non riuscire ad avere più speranze di esultare nemmeno per il Challenger di Pugno Chiuso (citazione nascosta, ma c'è).Ma poi, come la polverina magica di Pollon, arriva lui.Il diversamente Patch Adams, senza nemmeno l'ausilio (?) del naso rosso. A regalarci cotanto cachinno (?).

" la libertà di stampa è una barzelletta di una minoranza, soprattutto di questa minoranza comunista e cattocomunista e dei suoi giornali che sono purtroppo il 90% dei giornali italiani". E mentre siamo rantolanti a terra, con le lacrime agli occhi e le mani allo stomaco, come nemmeno il miglior Kaufman ecco qui il colpo di genio: Report non andrà più in onda.
Chiedo umilmente perdono, per essere stato ferale e indegno cittadino Italiano, per aver dileggiato il diversamente Holmes su queste pagine. Di non aver colto subito siffatto maestoso talento. Grazie. Grazie di cuore.

E ora vado a farmi soffocare, da questa risata smidollata.

lunedì 27 luglio 2009

Odio l'estate



L'estate sta finendo e qualcosa non è cambiato.
L'utilizzatore finale sta consumando le vacanze estive in un umile ostello in quel di l'aquila, per seguire da vicino il più grande cantiere di Disneyniana memoria, che i fortunati abruzzesi pagheranno comodamente a rate da gennaio, con materasso matrimoniale, televisore lcd con decoder integrato e una mountainbike con cambio shimano ai primi 1000 terremotati che riusciranno a vendere un rene per pagare la prima.

Il diversamente Dario Argento, suo avvocato, passa notti insonni tormentato da incubi atroci per potersi inventare parabole che smentiscano la smentita della smentita, ora che proprio l'eterno perseguitato di fronte all'evidenza più pietosa, ha ammesso di essere diventato cattolico affascinato dalla figura di Maria Maddalena.

Gli italiani si scoprono esperti di sport acquatici, pontificando dal nuoto sincronizzato al poker subacqueo, i servizi sulle medaglie della Pellegrini sembrano dimenticarsi che abbia anche delle doti agonistiche e sportive e sottolineando come una nenia mortale quando sia fisicamente dotata, slanciata e armoniosa (anche se risulta difficile praticando nuovo, che il fisico tenda ad assumere le fattezze di Giampiero Galeazzi).Sempre in attesa della Super Coppa Italiana a Pechino, che terrà occupate le loro menti per il resto dell'estate.

Mario Giordano, Vittorio Feltri, tg1 e la cloaca mediaset tentano disperatamente di parlar d'altro evitando di usare metafore quali :"il governo diviso""la maggioranza litigiosa""non sono d'accordo su niente" usate con perversione quando a governare era il centrosinistra, quando di questi tempi, dove si spacciano sogni, statistiche, percentuali e indici (o medi) di gradimento è bastato il parere di un vecchio, stanco e quasi commovente Bossi a riesumare l'ipocrisia e l'inutilità della missione del contingente Italiano in Afghanistan.

Ma l'onere, l'onore e le lodi di questo scorcio di canicola non possono che andare che a colui che rende sinanco (?) Veltroni un Martin Luther King. Che prendendo la palla al balzo, come un cestista col parkinson, dinnanzi la disputa tra Lega e il Pdl sull'Afghanistan di cui sopra, cosa fa? Attacca la maggioranza sottolineando come non ci sia assolutamente un ideologia, un obiettivo politico, un progetto in comune ma solo un collante, chiamato ricatto, che li tiene assieme?Persegue gli ideali radicati da sempre, in chi dovrebbe rappresentare la sinistra e i propri sfortunati elettori, rinnegando il ruolo degli Italiani in guerre fratricide, omicide e mercenarie e quindi appoggiando l'uscita estemporanea di Bossi?No.Il nostro eroe come nella migliore delle tradizioni del Pd, tende la mano fraterna al nemico. "i militari devono 'completare il lavoro' che e' stato loro affidato", amen.

Un sorriso, per fortuna, arriva dal mondo dello sport.Dal tennis nello specifico: doppio fiocco rosa in casa Federer. Le sue due pargolette, Challenge e Hawk Eye stanno bene e cominciano già a disporre i biberon in fila.Unico momento di imbarazzo e tensione in sala parto, quando Roger, al momento del taglio del cordone ha ringraziato lo sponsor scoppiando in lacrime.

Ma tutto è bene.

lunedì 20 luglio 2009

Volevo una casetta.


Per qualche giorno i lucky loser aquilani (e dintorni) si saranno sentiti sollevati, nei loro accoglienti e afosi loculi di plastica.A far notizia non erano più loro, come fortunati e privilegiati destinatari di meravigliose casette, dove ognuno di noi vorrebbe morire e che dal nulla veranno create a decine di migliaia, come in un film di Tim Burton scritto da Fabio Fazio.

Dal "più grande cantiere del mondo" nel quale il Premier si aggirava sorridente come un utilizzatore finale paralizzato dal coito,mostrando mappe ai velini inviati dai Tg annuenti in sincrono e indicando loro nel vuoto magniloquenti creazioni in essere la dove c'era, appunto, il vuoto... "nasceranno casette dotate di ogni comfort", sinanco "le spugne e le lenzuola", casette che noi tutti sogniamo sin dalle favole raccontateci in culla e che ci fa sperare, nel profondo del cuore, in un cataclisma che spazzi via il nostro modesto e indegno tetto per poter anche noi, nel giro di qualche giorno, avere le chiavi del giardinetto dei sogni, coi nani, i funghetti,il caminetto ikea e l'abbonamento a mediaset premium.

Ma tutto questa insultante magia, per qualche giorno, ha smesso di piovere maleodorante sulle teste, le vite e le illusioni dei poveri sfollati. Le edizioni straordinarie, i servizi, le inchieste, i meteo e i gossip erano rivolte al dramma umano della guida spirituale del nostro paese. Il sacro polso fratturato del Pastore Tedesco (ironicamente rottosi nel bagno della sua dimora estiva per le risate irriverenti, impure, blasfeme di infedeli e statolatri(?)), che ha straziato i cuori di tutti noi ha tenuto banco fino al miracolo (che non può che confutare l'esistenza del divino) della benedizione di ieri, proprio con quell'arto martoriato dalla sorte avversa e comunista alzato al cielo(trattenendo malinconicamente il desiderio di usare l'altro).

Le parole sentite,lacrimanti e strazianti di cordoglio e vicinanza, che nemmeno ai terremotati di cui sopra, pronunciate dagli stessi esultanti fino a poco prima per le leggi xenofobe appena firmate, con ipocrita e risibile riserva,non possono che aver rallegrato gli animi tristi, degli sfollati, dei disoccupati, degli immigrati, dei cassintegrati, dei disperati. Non sono gli unici, ad essere presi per il culo.

Sempre che mi sia permesso scrivere "unici", su questo mio inutile e insensato Blog.

venerdì 10 luglio 2009

Pensavano fosse un rumeno, invece era un romano.


Erano già pronte le prime pagine sprezzanti d'odio e invocante il terrore verso il pericolo proveniente dall'est,con gli editoriali insultanti la sinistra solidale e tollerante verso l'orda stupratori d'oltre confine e titoli richiamanti il pericolo imminente d'invasione.Non sarà sembrato loro vero, con somma malinconia e infinita tristezza (cit.), che il violentatore seriale di Roma, non vendeva accendini sul raccordo anulare né collezionava autoradio ai Parioli. Semplicemente era un giovane commercialista "de noantri" laureando in legge col dopobarba che sa di pioggia e la 24 ore.Tutto casa, chiesa e Mojito. Quindi perché aprire il tg con il suo arresto, perché dedicarci metà dei servizi come accaduto quando si pensava fosse un rumeno invece era un romano.

A questo ciarpame di scribacchini, televenditori e imbonitori non è mai stata a cuore la vita rovinata, calpestata e sprezzata delle vittime.L'importante era l'ennesimo inchino all'ennesima vergogna dal mostro partorita, l'ennesima prova inventa per l'ennesimo abomonio legiferato. Ma questa macabra favola non ha avuto lo sperato e sbavato lieto fine. Ed è già un miracolo, che le lacrime di chi ha perso la propria dignità, le proprie speranze e i propri sogni, abbiano avuto una risibile e effimera vendetta. Alla decima notizia. Dopo la bara d'oro di Michael Jackson e il calendario del canotto del Grande Fratello.

Ed è già tanto che non siano d'improvviso diventate colpevoli.

venerdì 3 luglio 2009

Non è un paese per negri.


E alla fine ci sono riusciti. L'anima ignorante e xenofoba che da anni tiene in piedi il regno di cartapesta del pastore arcoriano ha ottenuto ciò che voleva da sempre. Facendolo spacciare al gregge come "pacchetto sicurezza" esaltando, esultando,eiaculando, chi fa dell'intolleranza e del bieco odio verso l'uomo nero una ragione di vita. Legge "fortemente voluta" dal diversamente Boncompagni, che intervistato al riguardo ovviamente non commenta "non conoscendo la legge". Chi ha tempo da perdere per queste idiozie quando si è impegnati in una infinita televendita di se stesso cercando di cancellare dalla memoria, dagli occhi e dal cuore chiunque vada in direzione ostinata e contraria.

Detto questo, il ributtante parto del ributtante mostro è questo: Ronde libere e reato di clandestinità. Già, essere un povero Cristo (cit.) morto di fame in cerca disperata d'aiuto, di un lavoro, di una casa, di una mano, di un sorriso sarà reato. Anche essere un povero Cristo che si "guadagna" da sopravvivere raccogliendo ortaggi per l'insalata del padano bene, non avendo ancora ottenuto il permesso di soggiorno (grazie alla burocrazia da terzo mondo e i paradossi della Bossi-Fini) sarà reato. E se il sabato sera non si ha un cazzo da fare e si decide con gli amici di andare ad incendiare qualche campo rom, si avranno le pacche sulle spalle d'approvazione di Maroni e Borghezio, che per l'occasione magari si inventeranno il premio "tanica d'oro", a chi colleziona più roulotte.

Grottesche e tardive le rimostranze della Cei, del Vaticano, di Famiglia Cristiana, di Riza Psicosomatica. L' hanno voluto anche loro questo Circo Barnum di nani, ballerine, fascisti, razzisti, zerbini, replicanti. Scontate e sconfortate le rimostranze di Onu, Unione Europea e il resto del mondo civile e democratico. Non possono purtroppo ancora invaderci e bombardarci.E liberarci da quest'orda di trogloditi sbavanti, depravati e repressi. Grumose, eversive e staniliste le nostre, di rimostranze. Di quelli che osano far notare che in un paese dove metà delle regioni sono in mano alla criminalità organizzata, creare un "pacchetto sicurezza" per difendersi dai venditori di accendini sbarcati su atolli di salvataggio (quei pochi che riescono a non annegare) va al di là del ridicolo.

"Eh ma la maggior parte dei reati sono commessi dagli stranieri", la risposta secca e tronfia del belante medio (appena uscito di casa dopo aver picchiato la moglie o sodomizzato il figlioletto). Quando le statistiche, le notizie, gli allarmi, le prime pagine sono create ad arte da chi sta alla verità come Madre Teresa di Calcutta al punto G, non ci si può aspettare altro.Siamo in ostaggio. Un paese sempre più devastato, violentato. Sempre più intollerante , sempre più nero.

Ma in fondo, a voi che cazzo ve ne frega. Dal prossimo anno il Grande Fratello durerà 5 mesi.

domenica 21 giugno 2009

La bella tartaruga, che cosa mangerà...chi lo sa, chi lo sa. (cit.)


Non è servito che intervenisse Malcolm Sayer con dosi massicce di Levodopa per cominciare a riportare in vita i primi (e ultimi) cervelli da tempo addormentati e atrofizzati per prendere le dovute (convenute e fuori orario) distanze da questa squallida allegoria. E' bastata una tartarughina, (un trofeo miserrimo per poter concedere le proprie grazie all'uomo che sussurrava ai stallieri), a scoperchiare e l'ennesimo vaso di Viagra e confermare tutto quello che noi pochi umani senzienti della nostra allegra landa sapevamo da tempo. Tutto quello che noi grumi eversivi insufflati da Prodi, telekom serbia e le toghe rosse cancerogene, disegnavamo come il mondo reale, al quale solo l'infermità mentale ne preclude l'orizzonte.

Un mondo di fantasia e di bontà,di Veline, degli uomini donnine, letterine, minorenni, minorate, ministrate e timorate. Tutte allegre, inginocchiate,devote e lautamente premiate. Un mondo malato recitato in palazzi dove il prezzo da pagare è un paese che sta morendo, tra case crollate e mai più ricostruiti, morti imbiancate, vite elemosinate.Un mondo che suscita penosamente devozione nel suo popolo esaltato ancor lungi dall'essere debellato, invidia nei diversamente alberi, silenzio e assenzio in tutto il ciarpame assoldato in ogni angolo per raccontarci che non è successo nulla, che son solo sacchetti che come a Napoli verranno presto nascosti sotto i marciapiedi.

Un mondo che ci rende sempre più irrisi, derisi e vulnerabili agli occhi altrui. Gli occhi di chi non si compra con un trono, con una piscina in cui tuffarsi, una ruota da girare o un istituzione da recitare. Un mondo che anche se ci facesse piovere bombe sulle nostre teste, per un'ammiccante infiltrata nei pantaloni del Re, ci verrebbe raccontato come l'ennesima bugia inventata dai divoratori di bambini.Un mondo del quale dobbiamo aspettare la morte innaturale.

Semmai ci verrà raccontata.

martedì 16 giugno 2009

L'amico ritrovato




Era scritto nella notte dei tempi.
Solo il destino e le sue infauste avversità, solo l'impegno umanitario del Ghandi col parrucchino in quel del Camping Abruzzese (oggi trasferitosi a Roma per l'occasione a festeggiare e ringraziare il governo, come riportato da tutti i telegiornali nazionali, per le crociere e le dentiere loro donate) hanno rimandato nel tempo e reso cosi difficile il coronamento di questa meravigliosa storia d'amicizia.Ma come nelle più abbacinanti favole a lieto fine,come nei più grandi successi di Muccino,come in un sogno erotico di Mario Giordano,come in una canzone di Max Pezzali, come Wawrinka e Federer per la medaglia conquistata in Cina nel torneo di doppio,il bello, alto e abbronzato e il Venerdì di Arcore alla fine si sono ritrovati, si sono guardati negli occhi lucidi per l'emozione e si sono abbracciati."bello vederti amico mio" un estasiato Obama "ti ho raccontato quella del negro e del cavallo?" la risposta del commosso Premier.
Inutile insinuare erosi (?) dall'invidia che "bello vederti amico mio" è tipico dello slang americano rivolgendosi dal netturbino allo spacciatore di crack (senza offesa per le due categorie, intendiamoci), deprimente fantasticare su improbabili interessi economici e politici da parte degli U.s.a. a mantenere buoni rapporti con l'Italia e ancora più bieco ironizzare che una consuetudine di un leader di trattar l'ospite, proveniente esso sia dalle Antille Olandesi o dal Belize, è appunto una consuetudine e non un ulteriore motivo per innalzare agli occhi dei credenti ancor più nell'alto dei cieli il loro Dio di cerone.
Sarebbe forse il caso di rivalutare, noi eversivi, la figura grandiosa e imprescindibile, del diversamente Dario Baldan Bembo.

mercoledì 10 giugno 2009

Meno male che dinho c'è.




"Occhiali scuri, capelli sciolti, abito nero elegante, Noemi è arrivata al seggio 62 di Portici a bordo di una Mercedes".
Credo che si possa riassumere così, lo scontato risultato di questa inutile pantomima elettorale.S'odono servi far festa, tra speciali bocca a bocca e gaudenti di abusive frequenze.S'odono perdenti far festa, nel surreale autoconvincimento di potercela ancora fare,magari un giorno, quando la razza umana si sarà estinta.
Non si poteva sperare più di tanto nel rinsavire del popolo,anche se qualche piccolo barlume di senno si è intravisto in tutta questa desolazione.
Barlume volutamente oscurato e taciuto, per non irritare il già affranto Re, provato e afflitto dal dolore di non aver potuto far nulla per trattenere il reprobo Brasiliano, vile traditore ammaliato dalle sirene comuniste nelle lande di Zapatero.Dolore che il Vostro ha trattenuto dentro fino allo spoglio dell'ultima scheda, per non influenzare i cuori e gli animi caritatevoli dinanzi a tanta nobiltà.Qualcosa non è cambiato, si continua col vuoto spinto che c'era fino a ieri, che c'era oggi, che ci sarà domani.
Ma è ingeneroso guardare altrove, invidiando gli altrui leader che provano a cambiarlo questo mondo. E guardare con occhi invidiosi Zapatero, Obama e Sarkozy.
Ingeneroso e immotivato.
Noi, abbiamo Ronaldinho.

martedì 2 giugno 2009

Ridi pagliaccio.


"Cade la maschera del clown", cosi altrove si è pubblicato. Una perfetta metafora per questo blog, ma financo (?) il Times mi ha superato. Ovviamente ispirato dalla sinistra Italiana (come gli Intillimani lo erano dai Black Sabbat) senza vergogna alcuna nell'ennesima panzana.

Sfilate di aspiranti disperate a carponi, cantori, giocolieri, ministri,vassalli e buffoni.Immortalati in centinaia di pietosi scatti nella corte del re nudo, ovviamente sequestrati, sottratti e distrutti per evitar ai comatosi un risveglio crudo.

Nulla di nuovo, nulla di sorprendente, nulla aggiunge di ripugnante alla storia del clown presidente.Bisogna parlar d'altro, inventarsi altro,far credere altro: in fondo chi siamo noi, sopravvissuti e sopravviventi, indignati, incazzati e invidiosi per violare la privacy di un così grande uomo e dei suoi inservienti.
Chi siamo noi a ridere amaramente immaginando il gigante devoto, cristiano e di grande morale ossessionato da ammucchiate, festini, pasticche e baccanale.
Chi siamo noi, poveri illusi, che ci consoliamo rendendoci conto che al di là del confine di una Neverland malata, c'è un'altra storia, un'altra versione, un'altra faccia della luna,un'altra storia svelata.

Chi siamo.

giovedì 28 maggio 2009

wake from your sleep


Dopo l'attacco increscioso e ad orologeria dell'economist 8 anni or sono(ribattezzato ecomunist dagli esilaranti comici di corte) ora ci pensa il Financial Times, inserto settimanale del manifesto, a farsi beffe del nostro paese e del nabokoviano intrattenitore che lo governa.

"In qualsiasi altro paese europeo, uno scandalo di queste dimensioni avrebbe fatto cadere il primo ministro in minor tempo di quanto ci voglia a dire "papi".Travaglio in un suo ferale attacco sulle pagine dell'Unità?Scanzi alla sagra del Barolo?No, semplicemente l'editoriale del più grande quotidiano economico al mondo.Seguito a ruota in questi giorni da Le Figaro,l'indipendent e altre decine di quotidiani, settimanali, mensili, semestrali, network e notiziari dal Burkina Faso alle Antille Olandesi.

Un pianeta infestato dai grumi (cit.)del comunismo, che liberamente, serenamente e disinteressatamente spiega ai chi non si è fatto lobotomizzare per scelta o per vocazione, quello che c'è staccando la spina. Quello che c'è oltre a Matrix. Quello che c'è e che in questo atollo di salvataggio (cit.) del diversamente Malpelo,viene ribaltato, ridicolizzato e reinventato. E raccontato come una favola di lupi cattivi a bambini narcotizzati che continueranno per sempre a dormire.

I servi, i vassalli, i giullari, le ballerine e le parole sono sempre quelle, cosi come le loro storie e quelle che verranno. E pure quelli che "non vogliono fare il suo gioco" e fanno salire sempre più impestati sul carro del lazzaretto.In questa quarantena che dura da 20 anni.In questa landa desolata che si sta sgretolando, impoverendo, incattivendo ed emarginando per mantenere sull'altare questo enorme e grottesco scherzo del destino.

Today,we escape?

lunedì 25 maggio 2009

Andvari


Che cos'è quell'incantevole giostra di carillon e soffici suoni che iniziano questo idilio, questa poesia...
Che cos'è quella voce irreale e di altri mondi che con le sue parole incomprensibili, nel suo angelico sfociare nel falsetto, è un continuo brivido lungo la schiena, nell'animo e sulla pelle...
Che cos'è quella delicatezza, quella grazia, quella poesia dei violini che disegnano colori mai sentiti, suoni mai visti e cieli mai camminati..
Che cos'è quella tristezza e dolcezza e pace assieme, che ti cullano fino all'ultima nota, che sembra non voler arrivare mai...
Che cos'è Andvari...

martedì 19 maggio 2009

E va bene così.



La notizia credo sia circolata, almeno tra noi giustizialisti, forcaioli, comunisti e orologiai, riguardo il diversamente bassista dei R.e.m e il di lui accertato corruttore che incidentalmente è a capo del nostro (pardon, "loro") governo e ancora più incidentalmente resosi immune dal tutto, (tra il tripudio e il florilegio del gregge e il silenzio e l'assenso di chi si, (non) ce la fa) e che quindi se ne fa beffe del tutto.

Non c'è da stupirsi quindi, che servi, schiavi e scimmie ammaestrate abbiano come sempre ignorato, stravolto, reinventato e ridisegnato l'evento.

Non c'è ancora da strabuzzare gli occhi dunque, se sudditi, portaborse,lustrascarpe e annuitori abbiano come sempre riciclato l'ingiallito frasario per menti decodificate spaziando da "giustizia ad orologeria" a "toghe rosse".

Non c'è ancora da sbattere i pugni sul tavolo allora, pensando che in un paese normale, di un mondo normale, di un universo normale, il disonesto in questione sarebbe stato cacciato a calci dal basso del suo trono, preso a braccia da quattro gendarmi con le manette e con le armi in mano, portato in una stanza al freddo e al gelo che non ha più finestre ma sbarre, sbarre infinite e quindi impossibilitato da ogni egocentrica smania foss'anche di amministrare un box auto già da vent'anni e che quindi l'evento non è che un ulteriore beffa alla nostra rassegnazione.

E' tutto meravigliosamente normale, è il paese reale: Iniziano i primi bagni anche se l'acqua è fredda però fa caldo e posso prendere la prima tintarella tanto sono disoccupato non ho un cazzo da fare e il Milan ha acquistato Eto', nascerà presto un nuovo abbacinante gioco per passare l'estate e un demente comporrà un ulteriore effimera e insopportabile nenia per farci ballare tutti assieme che aprirà i servizi sul cambio di rasatura pubica della CANalis.

E andrà bene così.

E va bene così. Senza parole.

domenica 17 maggio 2009

sarà migliore



Dopo che attorno ad una mocciosa deneuronizzata,le sua ginocchia sbucciate e relativa stirpe si sono spesi fiume ( lapsus GASparriano)di inchiostro, lacrime, zerbini, fotomontaggi, dibattiti e moviole, sembra che la saga della terra dei papi stia giungendo al capolinea dell'oblio, come per ogni evento dato in pasto a le misere menti che popolano questo meraviglioso paese.

In attesa della stagione estiva e dei suoi geniali inviati a farci sapere che stando ad agosto sotto il sole a mezzogiorno si rischia l'insolazione, si sta rispolverando il classico tormentone in vinile dei Rom quale più grave pericolo per l'incolumità di tutti noi,(che in una nazione dove regnano incontrastate le tre più grandi organizzazioni criminali del mondo, fa ridere quanto Seppi indicato quale unico rivale di Federer a Wimbledon), giusto in tempo per rassicurare le pecorelle, in vista delle imminenti elezioni europee (delle quali ovviamente ignorano il significato)(eletti ed elettori) che la xenofobia,l'odio, il rigurgito razzista e lo stracciare tutte le convenzioni, le carte, le pergamene e le coscienze dei diritti umani e umanitari sia cosa buona e giusta.Tranquillizzandoli ulteriormente, per chi si avesse dubitato del contrario in un misero istante di lucidità guardando gli occhi disperati, assetati e affamati dei fuggitivi, che la Libia è un allegro staterello turistico dove regna gioia e felicità e che sui barconi si radunano solo i peggiori ceffi e criminali (comunisti) pronti ad invadere il nostro paese e imporci il couscous fin dalla tenera età.

Mentre nel silenzio e l'assenso più assoluto la diversamente imitazione di Fiorello può delirare contro l' Alto Commissariato per i Rifugiati dell'Onu "E' un'organizzazione che non conta un fico secco l'atteggiamento di questo organismo è disumano e criminale". Mentre nell'assenso e nel annuimento più ignorante l'ancora più allucinogeno Frattini può arrivare a sentenziare ""le richieste di asilo da parte degli immigrati che vengono recuperati in mare potrebbero essere vagliate direttamente a bordo delle navi.".

Ma il profumo dell'ottimismo arriva dalle ultime parole dell'unineuro " Gli accordi con la Libia li ho gestiti io, li ho sottoscritti io" .L'ottimismo che mi porta a sperare che ogni barcone ricolmo di disperati da domani in poi sbagli rotta verso qualsiasi altro paese.E qualsiasi altro paese,sarà migliore.

domenica 10 maggio 2009

Il paese è (ir)reale.(cit.)


Vagoni separati. I profumati e lindi lombroso di un solo mulino da una parte, i ladri di un solo colore, portafogli e bambini dall'altra. Classi separate. Da un ponte che i lattei,incolti e paffuti ipodizzati non dovranno mai attraversare. Disperati separati. Annegati ,assetati e riportati in pasto ai loro tiranni. E poi notizie separate per cervelli separati, panini separati, credenti separati, separati separati.

Non una sceneggiatura di Spielberg,non un ospite indesiderato a cena, non il fu sogno del diversamente Garrone.E' il paese (ir)reale, quello schiumante di odio che si sta sempre più infettando, come se di metastasi non ne avesse già abbastanza.E' il paese nostalgico "che non vuole essere multietnico" tra overdose di pillole blu e bambine che fanno ohhhh.E' il paese del ricatto, di chi ha portato al trono il Re, con carta verde di poterci vomitare addosso le proprie fobie.

Continuo a ripetermi di smetterla. Di mettere da parte il mio rancore, la mia rabbia, il mio disgusto. Di perdere le parole e cercare nell'apatia l'unico rifugio possibile a questa risata smidollata che non soffocherà nessuno se non me stesso.Non per resa incondizionata o per rassegnazione, ma per mera solitudine. Siamo desolatamente soli. Siamo disperatamente soli e pochi e il nostro silenzioso urlare è soffocato dagli stacchetti di cartone delle figlie di cartone dei papi di cartone di questo paese di cartone.

Non resta che aspettare, almeno per quelli che verranno,che la valle di lacrime si separi dal Re.E quando ce lo faranno sapere, i servi esaltati e incappucciati di bianco si estingueranno da soli.Sempre che sia rimasta una cura per l'unico virus reale.